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Non si può rimanere indifferenti o colpevolmente inermi difronte alle assurdità di norme inique. Bisogna avere il coraggio civico e morale di ribellarsi. Ma anche e soprattutto avere la maturità, la saggezza per poter fare gli opportuni e necessari distinguo.

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Nell’anno 2012 i nuclei familiari che hanno chiesto aiuto per mangiare sono aumentati del 9 per cento, che vuol dire 3,7 milioni di persone che vengono assistite con pacchi alimentari e pasti gratuiti nelle mense. Per converso nel nostro bel paese ogni anno vengono buttati nella spazzatura 12 miliardi euro di cibo ancora buono.

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Il programma va elaborato con impegno, saranno poi le donne e gli uomini del partito a portarlo avanti. Una vecchia impostazione del movimento sindacale che sui personalismi ha sempre storto il naso. E non a caso Epifani rivendica al suo PD di essere l’unico partito non personale dello schieramento politico del nostro Paese.

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Una riflessione va dedicata alla cosiddetta democrazia del Web. Il Web può e deve essere un mezzo formidabile di conoscenza al fine di aiutare i processi democratici a tutti i livelli. Una volta si sosteneva che “l’informazione è potere”. Lo è la notizia, il ragguaglio che viene dalla “Rete”, ma se è riscontrato con oggettività per accertarne la veridicità. Uno dei compiti del giornalista è, tra l’altro, verificare, valutare per poi informare l’opinione pubblica. Se ci si illude però che la vera democrazia passa direttamente dalle notizie, o dai sondaggi, o dalle designazioni che vengono da Internet, senza regole condivise, ma imposte arbitrariamente da una sola parte, allora si vuole imbrogliare.

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Un’altra cosa è “l’opinione”, il “commento”. La puoi pensare come vuoi e puoi esprimerti liberamente sempre però nel rispetto della deontologia professionale. Ma, appunto, una cosa è l’opinione, un’altra è la notizia e il lettore deve ben comprendere la differenza tra le due facce della stessa medaglia.

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Niente più è come prima. Con la rielezione di Napolitano siamo passati alla Terza Repubblica. Bisognerà voltare pagina con un “governo di scopo” che proceda senza tentennamenti a riformare la Stato ed a rilanciare l’economia.

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Nell’immaginario collettivo del mondo il Made in Italy esiste ancora e non è solo legato ai fiori all’occhiello della nostra industria. La prova viene dalle imitazioni dei nostri prodotti più significativi.

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Al di là dell’atto formale dell’incarico a Pierluigi Bersani “di verificare l’esistenza di un sostegno parlamentare certo” per la formazione del nuovo governo, resta il convincimento di Napolitano che c’è bisogno di unità per superare l’attuale momento.

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Tutti ne parlano raccontando di volerlo perseguire, ma nessuno nell’emergenza lascia perdere il suo particolare – nobile e giusto quanto si vuole – provando a guardare all’interesse del Paese. Resta al presidente Napolitano l’invenzione di uno scenario senza precedenti per “equilibrare senza scombinare”.

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Non a caso Napolitano nel conferire l’incarico a Bersani cita uno studioso della Costituzione, Enzo Cheli, il quale afferma che la disciplina relativa alla nomina del Presidente del Consiglio, che la Costituzione subordina soltanto al fine della formazione di un governo in grado di ottenere la fiducia delle Camere, consentendo quindi al Capo dello Stato – specie in assenza di risolutivi risultati elettorali – la necessaria discrezionalità anche attraverso la creazione di diverse figure di incarico.

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